Sorriso, l’amore di un finto anaffettivo

Mi sono innamorato. Dirlo ad alta voce fa strano, risulta fuori luogo in alcune occasioni. È piccolo lui, a volte impercettibile, ma è così brillante quando esce fuori che non riesco a non muovermi verso con affetto. È stato amore a prima vista, anche se l’ho capito subito. Ripensandoci però mi risulta chiaro.
Mi sono innamorato. Non è una persona, né un oggetto, ma un sorriso. Non è perfetto, non è bianco, non è circondato da labbra carnose e rosse. È normale, pieno di difetti a volerli cercare, eppure non li vedo. Funziona così in amore, no? Quando si è accecati dalla forza del sentimento tutto il resto svanisce. È piccolo, quel sorriso, circondato da una testa brufolosa e una maturità non ancora sbocciata. Non posso dirlo ad alta voce, qualcuno potrebbe passarmi di reato, ma scriverlo si. Non mi piace la persona che lo possiede, senza offesa, ma quando si arriva a parlare di quel sorriso è tutta un’altra storia. Se quella persona contribuisce alla sua nascita allora ben venga, che faccia il suo dovere.
Come è fugace quel sorriso, compare per pochi attimi e poi sparisce, non è abituato a farsi vedere, rifugge la luce del sole, quando in realtà la luce è lui stesso. Non se ne rende conto. Cosa servono i miei occhi, la mia bocca, le mie mani se non riescono a comunicare quale splendore sia. Mi piace quel sorriso, quando spunta fuori senza essere chiamato, quando prende il momento, quando dimostra forza. La pelle acerba non è abituata, il sorriso guarda a terra più del dovuto, timido sfavillio dell’essere umano. Cosa posso fare per aiutarlo? Cosa posso fare per fargli capire l’importanza che in realtà possiede?
È un amore che non voglio rimanga mio però, non sarebbe giusto nei confronti del mondo. Un sorriso del genere va condiviso, il bene è reale solo se distribuito. Che egoista sarei a tenerlo solo per me. Non è neanche mio e ne parlo come un amante geloso e possessivo.
Mi sono innamorato. Vorrei che chiunque potesse vederlo, se lo merita. Che peccato non sapere come fare. Sorridi che sei bellissimo. Come fartelo capire? Proverò a dirtelo, ogni giorno se necessario. Sarà strano parlare a due fila di denti senza che la persona mi senta. Forse dovrei lavorare su di lei per far capire che fortuna possedere quel sorriso sul volto. Riuscirò a convincerla a donarlo al mondo. Piccolo traguardo di un uomo innamorato. Come mi struggo per quel sorriso. Sono i dettagli che mi fottono. È la prima volta, lo ammetto. Finora ho sempre ragionato con il pene, ma stavolta la situazione è diversa. La sfera sessuale è estranea a quest’avventura. Stavolta rischio di affezionarmi. Mi sono già affezionato. Ammetterlo non cambia il fatto che quel sorriso vive a ore di distanza da me. Mi piacerebbe che si coltivasse, che si donasse agli altri. Come fare? Non conosco davvero la situazione che vive, immagino scenari che esistono soltanto nella mia mente, sogni disfattisti di un eroe sopravvalutato. Quel sorriso si merita di meglio, chi sono io per prendermi in carico quel fardello? Proprio perché conosco il suo reale valore voglio che venga maneggiato solo da persone che siano in grado di farlo sbocciare davvero, di fargli alzare il labbro al cielo, gli occhi della persona decisi a rivelarlo. Non importa se non sarò io l’artefice di quell’impresa. Quando si ama si desidera soltanto il bene per l’amato, a prescindere da chi lo perpetra. Io so che può farcela, spero non passi anni tortuosi in tentativi falliti. Ci provi, deve provarci, un’impresa che riscuoterà la vittoria.
Mi sono innamorato di quel sorriso, quando ci penso sorrido. È così l’amore, un riflesso dorato di un ricordo cristallizzato nel tempo. Funziona così con la lontananza. Posso nutrirmi soltanto di ciò che ho costruito nel periodo insieme, il resto sono solo desideri e speranze vane. Quel sorriso vale tutti gli sforzi di questo mondo, perché una volta sbocciato sarà in grado di restituire quegli sforzi al mondo in misura esponenzialmente maggiore. Quel sorriso non lo sa ancora la sua vera forza, non deve ancora conoscerla, tempo al tempo, dente dopo dente. Che si renda conto della sua brillantezza solo a momento debito, quando sarà in grado di aprirsi agli altri. Spero che trovi sul suo percorso molte altre persone che siano in grado di amarlo, non voglio essere il solo, so di non esserlo. Qualcuno è venuto prima di me e qualcuno verrà dopo. Quel sorriso merita una fiumana di gente costante, perché l’ignoranza è soltanto non averlo ancora visto. Il primo colpo poi sarà letale per tutti, e per quelli che non capiranno, beh, ho pena per loro, perché un animo avvizzito non va lontano. Quel sorriso rinvigorisce gli eroi stanchi dopo un’impresa. Quel sorriso, quello che potrà essere, vale tutte le fatiche del mondo. Ne sono sicuro, perché, onestamente, mi sono innamorato e non capita tutti i giorni.

Un finto anaffettivo

 

Canzone del giorno: BLANCO – Notti In Bianco (Acoustic Version)

Questo sono io (lo ammetto questo link mi serve per il SEO)

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