Ricetta per un disastro

Sapete, non è così difficile trovarsi con le chiappe all’aria anche se, pochi attimi prima, ci si sentiva così sicuri. Non mi sento certo un esperto in materia, ma posso dire che ho accumulato la mia buona dose di disastri. Se ci rifletto bene direi che in pochi minuti vi compilo una lista di almeno una pagina di quaderno. Tutti diversi, sia ben chiaro, ma tutti con gli stessi ingredienti e tutti seguendo la stessa ricetta. Pensavo di annotarla da qualche parte.

La ricetta inizia sempre con 100 g di desiderio.
Si vuole qualcosa, qualcuno, si desidera a tal punto da mettere in moto un piano per farlo proprio. Si studia la mappa, ci si aggira pensierosi intorno al tavolo e si spostano le pedine nella posizione voluta, fino a scambiarsi pacche di soddisfazione sulla schiena. È la fase più ambiziosa e anche quella dei sogni. Lasciati liberi a scorazzare per la testa senza freno, cavalli al galoppo lungo verdi colline. Adoro questa parte.
Seguendo sempre la ricetta poi si aggiungono 80 g di sicurezza grossa.
Di quella consistente da impedirti di vedere altre strade se non la tua. Sicurezza fine non serve in questi casi, altrimenti si rischia di cambiare piano, di scegliere bene e quindi male per il risultato finale. Buttarne metà insieme al desiderio e mescolare per cinque minuti. Diciamo che la sicurezza è tipo il fantino che monta quei cavalli lasciati liberi. Stabile, sorridente e con la speranza di vincere.
Allungare con 50 cl di ottusità.
Aggiungere pian piano e continuare a mescolare. Quando sarete arrivati a una poltiglia informe senza grumi aggiungere gli altri 40 g di sicurezza. Mescolare di nuovo.
A questo punto dovreste avere una bella pagnotta dal gusto dolce ma lontano. Leggermente inconsistente ma facilmente visibile, come il traguardo che volete raggiungere. Controllatene la consistenza. Se è ancora troppo dura, aggiungere altri 20 cl di ottusità e mescolate.
Lasciate poi lievitare per un paio di ore, giorni, mesi, anni. Dipende molto dalla forza del vostro desiderio, dalla velocità della vostra sicurezza e dalla qualità dell’ottusità; se ne userete di quella buona allora il procedimento sarà più veloce.
E poi infornate. Non importa quanti gradi imposterete, quando avrete alzato la pirofila nel forno, una volta che l’avrete lasciata al caldo buco nero, il disastro sarà inevitabile. Nessun incidente di percorso, la torta verrà fuori molto bene, se siete fortunati anche al di là delle vostre previsioni. Non dovrete far altro che rimanere a guardare oltre lo schermo opaco e godervi le conseguenze delle vostre fatiche. In poco tempo sarete con le chiappe all’aria a chiedervi perché avete deciso di cimentarvi in cucina invece di rimanere a letto a dormire.

 

Canzone del giorno: Whitney Houston – I Wanna Dance With Somebody

Questo sono io (lo ammetto questo link mi serve per il SEO)

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