Piccolo manuale di viaggio

Ho ritrovato un piccolo manuale in soffitta. Uno di quelli di pelle consunta dal tempo che contiene gli appunti disordinati del proprietario. Inizia cosi: nella vita incorrerai al massimo tre tipi di viaggio. Ricordalo sempre, non importa quanto in là nel mondo ti spingerai, quanto farai allenare la carta di credito o quanto tempo gli dedicherai, nella vita esistono soltanto tre tipi di viaggio.

Il primo è quello che, per diversi motivi, sei costretto o scegli di intraprendere da solo.
C’è chi lo intraprende per lavoro, chi per svago e chi per “ritrovare se stesso”.
In tutti questi casi il minimo comune denominatore è il connubio persona-bagaglio, nient’altro.
Quando ti ritrovi spalle al muro e la catena lavorativa chiama, allora il consiglio degli esperti è quello di non disperare. Cerca lo svago nei momenti disponibili: la mattina appena sveglio, durante la pausa pranzo o la sera finito il tutto.
Ricavati la tranquillità quando il sole inizia a fare capolino oltre le bianche tende dell’hotel; non isolarti dietro un tavolo di un ristorante e sorridi alle insegne luminose dei pub, quando la camicia sarà tutta stropicciata e stanca. Ricordati che un viaggio lontano da casa non è altro che un livello bonus che viene offerto alla tua vita; perciò non avere nostalgia, le tue sicurezze saranno ancora lì quando tornerai.
Altro discorso è quando volontariamente scegli di intraprenderlo da solo.
Allora il precedente connubio acquista un diverso significato, fino a diventare quasi un rapporto simbiotico.
Come nasca e cresca questo viaggio, dipende esclusivamente dalla tua volontà, dalla tua voglia di metterti in gioco e dalla tua intraprendenza. È un viaggio complicato all’inizio, soprattutto perché ti allontani dalle tue sicurezze natie e, molto spesso, speri che possa tramutarsi in un’avventura che non sempre sceglie di mantenere i piedi per terra.
“Vivilo” diceva qualcuno di importante. “Sentilo” se non erro continuava. E infine “Ricordalo” segno sul piccolo manuale.
Tre parole che, se davvero vuoi che il viaggio funzioni, devi imprimerti bene nella testa.
Consigliano fortemente anche un piccolo diario tascabile, una macchina fotografica istantanea e una bussola.

La seconda tipologia di viaggio è quella che intraprendi insieme a persone care e amici.
È il viaggio della giovinezza, della spensieratezza e della libertà.
Lo inizi con persone che consideri amici e lo concludi con persone che amici non son più.
Il legame già presente diverrà sempre più pressante costringendoti, nel bene o nel male, a non potertene scordare facilmente.
Le ore del viaggio, la convivenza inusuale, le battute cicliche, le sicure incomprensioni, le discussioni altrettanto sicure, le giornate sotto il sole e le serate sotto le stelle non sono altro che la perfetta rappresentazione del paesaggio, al centro del quale, illuminato da una luce di prospettiva, stanzia il gruppo.
Tutto ciò che hai vissuto, sentito, odorato, gustato col passar del tempo sfumerà sempre più in un insipido ricordo, ma difficilmente scorderai la compagnia e l’allegria che han condito quei momenti.
Secondo gli esperti è un’esperienza che può dividersi su due facce di una moneta: può cementificare come può benissimo sfaldare. A questo proposito piccoli consigli per viverlo serenamente sono: non urlare di prima mattina, fai la tua parte, non sottovalutare la tua igiene, non essere egoista, non creare polemiche inutili e lascia correre su ciò che consideri inezie ma che per altri possono avere tutt’altro peso.
La negoziazione, in questo genere di viaggio, è sempre l’arma vincente di chi ha intenzione di goderselo a pieno.
Anche qui consigliano un piccolo manuale o diario tascabile (come questo) e una macchina fotografica istantanea. Per la bussola, spera di avere accanto qualcuno con un ottimo senso dell’orientamento.

Infine, l’ultima tipologia è la più difficile ma al tempo stesso la più bella.
È una variante che deriva dal secondo tipo ed è il viaggio che scegli di intraprendere con la persona che ami.
Si passa settimane a programmarlo, a limarlo e farlo combaciare con le due volontà, facendo così crescere pian piano desiderio e aspettative.
È come la prova del nove in matematica: dopo aver fatto l’operazione bisogna controllare che il risultato sia giusto, perciò entrambi sanno di dover mettere in questo viaggio il massimo impegno possibile. Per questa evenienza la macchina fotografica è d’obbligo (almeno per lei) e il piccolo manuale è facoltativo (dipende dal tempo libero a disposizione).
E così succede: una normale città acquista un’atmosfera ovattata e surreale condita da magia, un bel paesaggio marittimo si ferma eternamente nella tua testa, scolpito dal più dolce degli scalpelli, e un passo di montagna perde d’improvviso tutta la sua fatica obbligandoti a ricordare soltanto un panorama stupendo.
È così che succede con la persona che ami.
Avviene qualcosa che dà una connotazione unica al luogo visitato, che ne fa perdere il nome per abbracciare il vostro. Quel posto non sarà più, per te, quello che era prima. Sarà il ricordo di quel viaggio, che tu lo voglia o meno.
È bensì un viaggio diverso da ogni altro che tu abbia mai fatto.
Tutti gli sforzi, le sudate, le discussioni che normalmente attecchirebbero da lì a venire svaniscono dinanzi a un semplice sguardo, ad una costante compagnia e davanti ad ogni singolo momento. Perché, in fin dei conti, è come condire un piatto di patatine fritte con la salsa che più ti piace, non c’è niente che può rovinarsi con la giusta salsa sopra.

E tu, che ora hai letto questo piccolo manuale, li hai già fatti tutti e tre?

 

Canzone del giorno: Good Riddance (Time of Your Life) – Green Day

Questo sono io (lo ammetto questo link mi serve per il SEO)

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