Il furto: da una fiaba la mia fiaba

Il furto, non ricordo bene i dettagli di quel giorno.
Con il passare del tempo i ricordi sbiadiscono, lasciando soltanto saltuarie sensazioni a rievocarli: la morbidezza del divano, la luce fioca della lampada, il calore diffuso dei caloriferi e la fredda ventata invernale che fece capolino quando i miei genitori tornarono dal supermercato.
Ricordo quanto fui felice quando mia mamma mi venne incontro con il regalo promesso: la mia prima videocassetta. Fu davvero un bellissimo cartone animato. Fu bello dalla prima alla centesima volta che lo vidi.
Si trattava della versione Disney di Robin Hood, dove tutti i personaggi erano rappresentati come animali e Robin era una volpe, scaltra e dal cuore d’oro, che faceva del furto il suo mestiere.
Conteneva tutti i messaggi morali da insegnare ad un bambino: coraggio, lealtà, gentilezza, generosità e, nonostante ciò, quello che mi colpì di più fu la maestria del protagonista di commettere un’azione, che fino ad allora mi avevano insegnato essere sbagliata, e sorridere di questa; non solo, tutti coloro che lo circondavano lo sostenevano e gioivano delle sue malefatte.
Credo fu allora che iniziai a provare fascino e attrazione per il furto. Non fraintendetemi, odio quello volgare a scapito di altre persone, poiché nonostante questa mia inclinazione non tanto legale, sono di indole buona e facilmente vittima di sensi di colpa.
Capii quanto potesse danneggiare qualcun altro alle elementari. Rubai un giocattolo ad un mio compagno che lamentava continuamente la sua inutilità, pensando di fargli un favore e solo quando scoppiò in lacrime mi resi conto di cosa avevo davvero fatto. Provai un profondo senso di vergogna e così decisi di farglielo ritrovare il giorno dopo.
L’esperienza negativa però, non cambiò tanto il mio modo di vedere l’azione in sé, quanto il soggetto su cui scaricarla; seppur molto semplicemente, avevo capito le conseguenze del mio comportamento e come potesse ferire gli altri, ripromettendomi così, di non ripetere l’errore.
Nel corso della mia adolescenza continuai la mia “passione sbagliata”, non tanto per un desiderio o bisogno materiale, quanto più, per un appagamento fisico; non era importante l’oggetto che sceglievo come bersaglio, l’importante era la sfida nel raggiungerlo e le sensazioni di successo che seguivano.
La “scena del crimine” e la “vittima” cambiavano, ma il mio modo di pormi era lo stesso: attimi di indecisione davanti al negozio anticipano l’inizio della mia “avventura”.
Primo passo all’interno per sondare il territorio e capire se il mio sogno può diventare realtà. Appurato ciò, mi avvicino all’oggetto e inizio a pensare a come prenderlo; nello stesso momento, involontariamente, arrivano alla mente tutte le possibili conseguenze della scoperta, della pioggia di merda che mi sarei preso se fossi stato scoperto. Arrivano alla mente dubbi e domande che in quel momento non dovevano essere lì e alla fine concludo che dovrei smetterla di fare certe cavolate.
Sempre così.
La testa mi si riempie di pensieri contraddittori, il battito cardiaco aumenta, un leggero tremolio si impossessa del braccio e la sgradevole sensazione di essere fissato fa cedere tutta la mia sicurezza iniziale, quasi come se il mio stesso corpo volesse impedirmi di compiere quell’azione.
Allungo il braccio ancora tremante, ed è in quel momento che tutto si risolve: potrei tirarlo indietro, voltarmi, andarmene e nulla cambierebbe o potrei continuare, fino a raggiungere l’oggetto, prenderlo, nasconderlo e uscire, ma sempre con la paura a sbavarmi sulla schiena.
Per la maggior parte delle volte scelgo l’opzione numero due e ringraziando la mia buona sorte, finora, nessuno mi ha ancora fermato accusandomi di furto.
Questo però non cambia il risultato finale. Ogni volta, uscito dal negozio, ho in me un senso di soddisfazione di chi è riuscito in qualcosa di “straordinario”, qualcosa che non tutti possono fare. Così mi rivolgo ai miei amici e faccio la stessa identica domanda:
«Chi lo vuole?»

 

Canzone del giorno: Let Her go – Passenger

Questo sono io (lo ammetto questo link mi serve per il SEO)

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