Emozione di fuoco

Quando è stata l’ultima che hai provato un’emozione vera?
Una di quelle che ti prende forte dentro e poi esplode fuori violenta, inarrestabile, che non lascia scampo come lava di un vulcano. Brucia ogni fibra e non ti lascia possibilità di ignorarla. La senti.
Prima di questa estate l’ultima era stata con Toy Story 3. Quando i giocattoli si tengono per mano nella fornace, sapendo di morire e vanno incontro alla fine felici … beh, per quanto possa essere stupido, lì qualcosa si è acceso.
Poi è arrivata la Mia esperienza e quell’emozione, provocata da un richiamo infantile, è scesa dal piedistallo.
Avete mai provato a vivere con perfetti sconosciuti per un mese, lontano da casa e a parlare una lingua non vostra. È qualcosa che fa paura, come tutte le prime volte. Tremi al solo pensiero di non farcela, di non essere all’altezza. Come se non bastasse, ti ritrovi ad avere la responsabilità per quattro ragazzi, calmi o casinisti, diversi per natura. E deve finire tutto bene, deve andare tutto bene.
Credetemi: è qualcosa che fa paura, ma poi ti alzi e decidi di buttarti.
Ti fidi dei consigli degli altri, delle tue sicurezze e del tuo coraggio, ti butti verso quella che speri sia l’esperienza che tutti urlano, ti butti.
E quando ti lasci andare, quando superi i tuoi pregiudizi, i tuoi preconcetti, allora succede l’inaspettato. Ti ritrovi a passare le giornate con il sorriso sempre in faccia. A ridere, scherzare, lavorare a stretto contatto con persone fuori dal tuo vecchio mondo. Ti ritrovi a desiderare il letto con tutto te stesso, ma a rimanere sveglio perché sai che ciò che farai supera ciò che ti aspetta. Impari così tanto in così poco, dai compagni di avventura e dai ragazzi, che ti chiedi come hai potuto sprecare anni a non provarci. Se sei fortunato, se vieni toccato da quella fiamma, allora quell’esperienza si arricchisce di significato.
E io non l’ho davvero apprezzato finché non è finito, finché non ho potuto più imparare. Ma non è sempre così?
Alla fine è arrivata l’ultima mattina, disteso su un materasso in un’anonima aula computer (non chiedetemi perché), il vulcano è esploso e il fiume è iniziato a scorrere. Nel momento stesso della fine ho realizzato l’importanza di ciò che mi era successo. Mi sono sentito stupido perché, ehi, non è da me, ma allo stesso tempo ho capito quanto quest’emozione sia stata vera, quanto ciò che ho vissuto sia stato profondo, e sia rimasto. Alla fine non ho potuto che lasciar andare il fiume per tutto il tempo necessario e poi ringraziare: per l’avventura, l’esperienza, l’opportunità.
E infine, dopo questa breve lettura, la domanda che ti pongo è questa: quando è stata l’ultima volta che hai provato un’emozione vera?

2018

 

Canzone del giorno: Gloria Gaynor – I Will Survive

Questo sono io (lo ammetto questo link mi serve per il SEO)

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